domenica 4 agosto 2013

Un Decreto Legge per l’abbattimento delle case abusive

Un decreto legge per l’abbattimento delle case abusive
Orlando dichiara guerra alle case abusive. Per combattere l’abusivismo edilizio e procedere agli abbattimenti il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare si dice pronto a inserire misure drastiche nel prossimo decreto legge sulle misure per affrontare le emergenze ambientali.
La precisazione arriva dopo che lo stesso responsabile del dicastero dell’ambiente ha presentato un disegno di legge che mette sul tappeto risorse finanziarie per 10 milioni di euro da utilizzare per abbattere gli immobili abusivi più a rischio, ossia quelli che compromettono l’equilibrio idrogeologico del territorio: case costruire a ridosso degli alvei dei fiumi o sottraendo spazio ai corsi d’acqua.
Orlando si dice fiducioso che il DDL possa essere approvato in tempi brevi. Il ricorso al decreto legge è forse un messaggio trasversale alle forze politiche per “forzare la mano” ed evitare che le buone intenzioni vengano dimenticate sotto l’ombrellone.
Ma da dove vengono i 10 milioni per finanziarie la lotta agli abusi edilizi?
Orlando spiega che si tratterà di una specie di fondo rotativo. In sintesi: gli enti locali ricevono un anticipo dal Governo sul denaro necessario a pagare le spese per le demolizioni delle case abusive, in un secondo momento gli stessi enti recuperano il denaro speso, rifacendosi sui proprietari degli immobili abbattuti, alimentando il fondo per promuovere altri interventi.
Secondo la stima del Ministro “con i 10 milioni di risorse economiche, previste dal DDL, si potrebbero demolire almeno 250 scheletri di tre piani, veri e propri ecomostri che sfregiano il territorio italiano”.
Nel periodo compreso tra il 2003 e il 2012, secondo i dati diffusi dal Cresme, le case abusive realizzate sono state 283.000, praticamente 77 immobili illegali al giorno per 10 anni, Natale e Pasqua compresi.
Il valore complessivo di questo mercato edilizio sommerso si aggira sui 19 miliardi di euro. L’incidenza del mattone illegale nel mercato dell’edilizia, fa sapere l’ufficio stampa di Legambiente, è cresciuta nonostante la crisi, passando dal 9% del 2006 al 16,9% stimato per il 2013.
Di Marina Rui Ferro

Il tempo non esiste, sei tu che credi di vivere nel tempo.



   Il tempo non esiste, sei tu che credi di vivere nel tempo.

La, dove la Tua grandezza è perfetta il mondo è una goccia nel Tuo mare di doni,






Alois Brinck
INVOCAZIONE

La mia Lode non arriva a Te?!

La, dove la Tua grandezza è perfetta
il mondo è una goccia nel Tuo mare di doni,
Come potremmo lodarti adeguatamente?!
Solo la Tua lode è degna di Te.

Chi sono, io, chi mi credo ?!
Con i miei attaccamenti,
sarei solo compagno dei Tuoi cani:
So che non posso raggiungere la Tua carovana,
ma questo mi basta: Che da lontano arrivi il richiamo della Marcia.

Concedimi Signore, un cuore puro e un animo vigile,
concedimi di sospirare la notte, di piangere all'alba:
Ponimi sul Tuo sentiero, dopo avermi sottratto a me stesso,
e senza di me, aprimi una strada verso Te.

Una barriera instaura, o Dio, fra me e il creato
e dalla calca dei mondani distaccami:
Purifica ogni lato del mio cuore e dai ad esso
un' unica direzione: L' Amore per Te.


La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica ed indipendenza.
La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature.......
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Vivi, corri per qualcosa, corri per un motivo... Che sia la libertà di volare o solo di sentirsi vivo...
www.antoninoingrosso.it 

sabato 3 agosto 2013


...LA CERTEZZA DEL DIRITTO E' UNA GARANZIA PER L'ITALIA..
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ANM, inaccettabili attacchi e insulti a magistrati
"L'Associazione nazionale magistrati, a fronte delle dichiarazioni diffuse ieri dopo la pronuncia della sentenza di condanna per la 'vicenda Mediaset', ricorda che, se e' lecita la critica nei confronti dei provvedimenti giudiziari, specialmente quando questa provenga da quanti sono direttamente destinatari della condanna, tuttavia sono inaccettabili e vanno respinti con fermezza gli insulti e gli attacchi verbali rivolti ai magistrati, fino alla Corte di Cassazione, insulti e attacchi che si risolvono in un'aggressione nei riguardi dell'intera magistratura".

mercoledì 31 luglio 2013


UNA SENTENZA CHE PONE NUOVAMENTE UNA QUESTIONE CENTRALE :

I PROFESSIONISTI NON SONO IMPRENDITORI, DUNQUE L'ELIMINAZIONE DELLE TARIFFE MINIME si configura come
UN MADORNALE ERRORE!

La Corte di Cassazione, con la sentenza 26 giugno 2013 n. 16092, ha negato ad un professionista il diritto di beneficiare di uno sgravio contributivo, previsto della legge n. 448 del 2001 a favore delle imprese, perché si è vista l’assenza, nella attività del prestatore d’opera intellettuale, della necessaria componente organizzativa di un apparato produttivo stabile e complesso, formato da beni strumentali e lavoratori, sarebbe incompatibile con lo status di imprenditore.

La decisione della Corte ribalta il concetto che ha promosso le famose "lenzuolate" di Bersani con cui è iniziato il processo di liberalizzazione e di delegittimazione e distruzione delle professioni intellettuali del paese, concluso ed inasprito poi con il Governo Monti.

E' discutibile e contraddittorio il modo e soprattutto i criteri con cui si sono svolte le liberalizzazioni in ITALIA:

se da un lato si è erroneamente assimilato il professionista all'impresa così da trovare il modo di privarlo dei minimi tariffari (di cui peraltro le imprese godono ancora attraverso i listini regionali e le soglie di anomalia di ribasso rispetto agli stessi) e di esporlo così ad una concorrenza selvaggia e pericolosa
dall'altro poi quando minimamente l'assimilazione professionista - impresa può tornare utile al professionista, solo in quel caso la Corte ribadisce le giuste differenze.

La posizione di Fnailp è stata espressa nella lettera aperta ai leader delle coalizioni politiche, in cui si ribadisce :

al punto 45

La netta distinzione LEGISLATIVA tra «Prestazione Professionale» e «Attività d’impresa»

è inaccettabile qualunque tipo di omologazione tra “capitale” e “prestazione intellettuale”, tra cultura e mercificazione dei prodotti; le professioni intellettuali non sono assimilabili ad attività d’impresa, ma hanno presupposti diversi, regole
diverse, obiettivi diversi; difatti sono estranee all’impresa le regole deontologiche, la formazione culturale universitaria, le abilitazioni professionali, le specializzazioni, i criteri di eticità.

Le attività intellettuali hanno peculiarità uniche e che afferiscono
il rapporto di natura strettamente fiduciaria tra il cittadino e chi realizza il lavoro intellettuale.
Lo Stato deve tutelare non solo la qualità ma l’esclusività delle professioni intellettuali precisando che, nel caso degli architetti e degli ingegneri, ci si debba riferire a professioni protette legate agli interessi pubblici primari e generali alla cui soddisfazione è indirizzato il
loro esercizio.

Il professionista intellettuale svolge prestazioni di elevatissima complessità che per ovvi motivi impediscono all’utente di valutarne la qualità del servizio reso e la congruità del prezzo pagato.

Liberalizzano le nostre tariffe minime di dignità e di proporzionalità con il lavoro, ben conoscendo che il soprannumero senza una regolamentazione, per acclarata legge di mercato, porterà alla sparizione della professione intellettuale, a favore del grande capitalismo.

CHE NE DITE SE LIBERALIZZASSERO IL VOSTRO STIPENDIO AL MIGLIOR OFFERENTE ?


UNA SENTENZA CHE PONE NUOVAMENTE UNA QUESTIONE CENTRALE :

I PROFESSIONISTI NON SONO IMPRENDITORI, DUNQUE L'ELIMINAZIONE DELLE TARIFFE MINIME si configura come
UN MADORNALE ERRORE!

La Corte di Cassazione, con la sentenza 26 giugno 2013 n. 16092, ha negato ad un professionista il diritto di beneficiare di uno sgravio contributivo, previsto della legge n. 448 del 2001 a favore delle imprese, perché si è vista l’assenza, nella attività del prestatore d’opera intellettuale, della necessaria componente organizzativa di un apparato produttivo stabile e complesso, formato da beni strumentali e lavoratori, sarebbe incompatibile con lo status di imprenditore.

La decisione della Corte ribalta il concetto che ha promosso le famose "lenzuolate" di Bersani con cui è iniziato il processo di liberalizzazione e di delegittimazione e distruzione delle professioni intellettuali del paese, concluso ed inasprito poi con il Governo Monti.

E' discutibile e contraddittorio il modo e soprattutto i criteri con cui si sono svolte le liberalizzazioni in ITALIA:

se da un lato si è erroneamente assimilato il professionista all'impresa così da trovare il modo di privarlo dei minimi tariffari (di cui peraltro le imprese godono ancora attraverso i listini regionali e le soglie di anomalia di ribasso rispetto agli stessi) e di esporlo così ad una concorrenza selvaggia e pericolosa
dall'altro poi quando minimamente l'assimilazione professionista - impresa può tornare utile al professionista, solo in quel caso la Corte ribadisce le giuste differenze.

La posizione di Fnailp è stata espressa nella lettera aperta ai leader delle coalizioni politiche, in cui si ribadisce :

al punto 45

La netta distinzione LEGISLATIVA tra «Prestazione Professionale» e «Attività d’impresa»

è inaccettabile qualunque tipo di omologazione tra “capitale” e “prestazione intellettuale”, tra cultura e mercificazione dei prodotti; le professioni intellettuali non sono assimilabili ad attività d’impresa, ma hanno presupposti diversi, regole
diverse, obiettivi diversi; difatti sono estranee all’impresa le regole deontologiche, la formazione culturale universitaria, le abilitazioni professionali, le specializzazioni, i criteri di eticità.

Le attività intellettuali hanno peculiarità uniche e che afferiscono
il rapporto di natura strettamente fiduciaria tra il cittadino e chi realizza il lavoro intellettuale.
Lo Stato deve tutelare non solo la qualità ma l’esclusività delle professioni intellettuali precisando che, nel caso degli architetti e degli ingegneri, ci si debba riferire a professioni protette legate agli interessi pubblici primari e generali alla cui soddisfazione è indirizzato il
loro esercizio.

Il professionista intellettuale svolge prestazioni di elevatissima complessità che per ovvi motivi impediscono all’utente di valutarne la qualità del servizio reso e la congruità del prezzo pagato.

Liberalizzano le nostre tariffe minime di dignità e di proporzionalità con il lavoro, ben conoscendo che il soprannumero senza una regolamentazione, per acclarata legge di mercato, porterà alla sparizione della professione intellettuale, a favore del grande capitalismo.

CHE NE DITE SE LIBERALIZZASSERO IL VOSTRO STIPENDIO AL MIGLIOR OFFERENTE ?