Per noi la democrazia è "un sistema politico e sociale
che comprende l'intero popolo, organizzato su una base di libertà per il bene
comune." Qui sta il vero spirito della democrazia, il suo più ampio
ideale, così come dovrebbe essere realizzato nei paesi civili e cristiani.
venerdì 28 febbraio 2014
giovedì 13 febbraio 2014
domenica 5 gennaio 2014
LA PROCURA DI ROMA APRE UN PROCEDIMENTO CONTRO EQUITALIA: ACCUSA INFAMANTE E MICIDIALE. E' USURA.
LA PROCURA DI ROMA APRE UN PROCEDIMENTO CONTRO EQUITALIA: ACCUSA INFAMANTE E MICIDIALE. E' USURA.
Arriva l'annuncio dell'associazione dei consumatori Codacons, che ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento per usura aperto sempre dalla Procura di Roma contro Equitalia. Obiettivo: valutare e rappresentare un'azione legale di massa, una class action dunque, da parte dei contribuenti vessati.
"Da anni denunciamo interessi altissimi sui debiti e balzelli vari, che fanno lievitare gli importi richiesti da Equitalia attraverso le cartelle esattoriali. Spesso, a fronte di un debito non pagato di pochi euro, come ad esempio l'importo di una multa stradale, i cittadini si vedono richiedere centinaia di euro, con ricarichi astronomici rispetto alla somma dovuta inizialmente. Finalmente la magistratura ha deciso di fare chiarezza sui tassi applicati dall'ente incaricato della riscossione dei tributi".
Il Codacons continua: "Ci auguriamo che l`inchiesta della magistratura evidenzi la piena correttezza dell'operato di Equitalia, Ma se così non fosse, avvieremo una costituzione di massa da parte dei cittadini, per consentire loro di chiedere il giusto risarcimento danni". (WSI)
sabato 28 dicembre 2013
Decreto Milleproroghe: stop agli sfratti per i redditi minori di 21mila euro
ROMA –
Decreto Milleproroghe: stop agli
sfratti per i redditi minori di 21mila euro e Web Tax che slitta a
luglio, con i fondi per il comune di Roma.
FONDI UE PER LAVORO E POVERI, via libera al Milleproroghe, con i fondi per «salvare» il bilancio del comune di Roma, la correzione alla norma sugli «affitti d’oro» degli uffici pubblici e anche qualche sorpresa, come lo slittamento di sei mesi della web tax e degli sfratti, ma non in modo generalizzato. Ma anche 5 miliardi freschi da destinare a lavoro, lotta alla povertà, infrastrutture, scuola.........
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| PARLAMENTO ITALIANO |
FONDI UE PER LAVORO E POVERI, via libera al Milleproroghe, con i fondi per «salvare» il bilancio del comune di Roma, la correzione alla norma sugli «affitti d’oro» degli uffici pubblici e anche qualche sorpresa, come lo slittamento di sei mesi della web tax e degli sfratti, ma non in modo generalizzato. Ma anche 5 miliardi freschi da destinare a lavoro, lotta alla povertà, infrastrutture, scuola.........
giovedì 26 dicembre 2013
GLI SMEMORATI DI BERLINO
GLI SMEMORATI DI BERLINO
La Germania, che fa tanto la moralizzatrice con gli altri Paesi europei, è andata in default due volte in un secolo e le sono stati condonati i debiti di due guerre mondiali per consentirle di riprendersi. Fra i Paesi che le hanno condonato i debiti, la Grecia, prima di tutto, che pure era molto povera, e l’Italia.
Dopo la Grande Guerra, John Maynard Keynes sostenne che il conto salato chiesto dai Paesi vincitori agli sconfitti avrebbe reso impossibile alla Germania di avviare la rinascita. L’ammontare del debito di guerra equivaleva, in effetti, al 100% del Pil tedesco. Fatalmemte, nel 1923 si arrivò al grande default tedesco, con l’iperinflazione che distrusse la repubblica di Weimar. Adolf Hitler si rifiutò di onorare i debiti, i marchi risparmiati furono investiti per la rinascita economica e il riarmo, concluso, come si sa, con una seconda guerra, ben peggiore, in seguito alla quale a Berlino si richiese un secondo, enorme quantitativo di denaro da parte di numerosi Paesi. L’ammontare complessivo aveva raggiunto i 23 miliardi di dollari (di allora!)La Germania sconfitta non avrebbe mai potuto pagare i debiti accumulati in due guerre, peraltro da essa stessa provocate.
Mentre i sovietici pretesero e ottennero il pagamento della somma loro spettante, fino all’ultimo centesimo, ottenuta anche facendo lavorare a costo zero migliaia di civili e prigionieri, il 24 agosto 1953 ben 21 Paesi, Belgio, Canada, Ceylon, Danimarca, Grecia, Iran, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Pakistan, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica francese, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia, Svizzera, Unione Sudafricana e Jugoslavia, con un trattato firmato a Londra le consentirono di dimezzare il debito del 50%, da 23 a 11,5 miliardi di dollari, dilazionato in 30 anni. In questo modo, la Germania poté evitare il default, che c’era di fatto. L’altro 50% avrebbe dovuto essere rimborsato dopo l’eventuale riunificazione delle due Germanie, ma nel 1990 l’allora cancelliere Kohl si oppose alla rinegoziazione dell’accordo, che avrebbe procurato un terzo default alla Germania. Italia e Grecia acconsentirono di non esigere il dovuto.
Nell’ottobre 2010 la Germania ha finito di rimborsare i debiti imposti dal trattato del 1953 con il pagamento dell’ultimo debito per un importo di 69,9 milioni di euro.
Senza l’accordo di Londra che l’ha favorita come pochi, la Germania dovrebbe rimborsare debiti per altri 50 anni. E non ci sarebbe stata la forte crescita del secondo dopoguerra dell’economia tedesca, né Berlino avrebbe potuto entrare nella Banca Mondiale, nel Fondo Monetario Internazionale e nell’Organizzazione Mondiale del Commercio.
Quindi: che cos’ha da lamentare la Merkel, dal momento che il suo Paese ha subito e procurato difficoltà ben maggiori e che proprio dall’Italia e dalla Grecia ha ottenuto il dimezzamento delle somme dovute per i disastri provocati con la prima e la seconda guerra mondiale? La Grecia nel 1953 era molto povera, aveva un grande bisogno di quei soldi, e ne aveva sicuramente diritto, perché aggredita dalla Germania. Eppure… Perché nessun politico italiano ricorda ai tedeschi il debito non esigito?
Roberto Schena
mercoledì 25 dicembre 2013
Nuova indennità per i politici delle regioni
Nuova indennità per i politici delle regioni:13 EURO AL GIORNO PER STRESS DA UFFICIO
Quanto vale sul mercato del lavoro il fastidio, o il dispiacere, del dover comunicare ai propri colleghi novità sgradite oppure respingere le loro istanze? La Regione Liguria è riuscita ad assegnare un valore a questo spiacevole ruolo attraverso l’introduzione di un parametro definito indennità di “emotività individuale e impegnative relazioni interpersonali”. Tradotto in soldoni: 13,02 euro al giorno. Poca roba, anche se alla fine dell’anno una tredicesima in più non guasta. Ma al ministero dell’Economia e delle Finanze la politica di indennità a pioggia per gli impiegati e di promozioni e progressioni di carriera per troppi funzionari e dirigenti non è piaciuta. E lo ha scritto nero su bianco in un voluminoso dossier che il mese scorso ha trasmesso alla procura della Corte dei Conti. E i magistrati che combattono gli sprechi di denaro pubblico hanno subito aperto un fascicolo che ipotizza un danno erariale, ancora da quantificare.
Dalla relazione degli ispettori del Mef emerge una pesante critica alla miriade di voci che consentono di rimpolpare gli stipendi. Ma il dossier Liguria è solo il primo di una serie che si inserisce nella linea di tagli alla spesa pubblica e ha nel mirino i “benefit”, grandi o piccoli, degli statali e dei pubblici dipendenti.
«Complessivamente sono 17 i rilievi formulati dal Mef – conferma l’assessore al personale della Regione Liguria Matteo Rossi, di Sel – ma devo dire che mi sembra inusuale che due ispettori del ministero contestino politiche del personale decise con legge regionale approvata da Roma, con parere favorevole di Aran, l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni.
Mi sembra che così facendo si riducano gli spazi di autonomia degli enti locali. Ciò detto, stiamo mettendo mano a questo settore. Tra le prime, dovranno scendere sotto i 30 euro mensili alcune indennità, ad esempio quella dei portagonfalone (oggi 46 euro al giorno che diventano 154 nei festivi, ndr) e il 27 porteremo in giunta la rivisitazione delle posizioni organizzative di funzionari e dirigenti».
Le voci che hanno generato le contestazioni del Mef sono contenute tutte in una delibera di giunta del gennaio 2013 che regola indennità e compensi per impiegati e funzionari. Quello che non si può leggere nell’intestazione è che la parcellizzazione di bonus e riconoscimenti è lo strumento per poter rimpolpare stipendi e motivare il personale.
«Bisogna differenziare – spiega l’assessore Rossi -. Il taglio delle indennità degli impiegati andrà a colpire famiglie con basso reddito, dipendenti che con i bonus arrivano a 1.200/1.250 euro e ora torneranno attorno ai 1.100».
Certo anche negli uffici della Regione c’era chi malignava su alcuni di questi benefit come quello definito alla lettera “i” per «attività presso la struttura addetta alla gestione del personale o presso la struttura competente per i servizi di Giunta che comporti… relazioni con l’utenza connotate da problematiche procedurali, emotività individuale e impegnative
relazioni interpersonali, per un numero massimo di 25 dipendenti, individuati formalmente dal Segretario generale. A tali addetti è corrisposta la somma lorda di euro 13,02 per ogni giorno di effettivo servizio».
Quanto ai funzionari l’assessore Rossi ha un’altra impostazione: «Credo sia giusto a questo punto tornare a rivedere le posizioni organizzative (incarichi che garantiscono un extra, ndr) non come un diritto vita natural durante ma con l’ottica della vera
premialità e della produttività».
Molti di quei 17 rilievi contenuti nel dossier del Mef riguardano il numero eccessivo di “fattispecie di responsabilità”, le cui differenze minime possono sfuggire a chi non è addentro alla sintassi della burocrazia: “responsabilità di processo erogativo, coordinamento di un gruppo di lavoro, di attività istruttoria, di formazione, di avvio nuove attività, di ispezione”.
La Regione Liguria conta 1.130 dipendenti, 450 dei quali sono funzionari e un centinaio i dirigenti. Il rapporto troppo elevato tra il numero dei “capi” e quello degli impiegati è stato in passato oggetto di ripetuti rilievi provenienti della sezione di controllo della Corte dei Conti.
Aldilà dei tagli imposti dalla spending review il clima non è favorevole neppure alle indennità minori, quelle che non fanno arricchire ma consentono la pizza il fine settimana. Certo non sarà facile alla politica imporre queste rinunce. Tra l’altro proprio negli
enti regionali che in tutta Italia sono investiti dalle inchieste sulle spese pazze.
In Liguria Idv, Pdl e Udc hanno diversi consiglieri indagati per peculato per spese incongrue nei ristoranti, alle terme, nei negozi di antiquariato, bottiglierie senza parlare delle immancabili mutandine comprate con soldi dei cittadini. Indennità assai più sostanziose di quelle incassate in questi anni dai portagonfalone e dai “signornò” dell’ufficio personale.
Fonte http://www.dagospia.com
GRANDE IPOCRITA.
Grande ipocrita è colui che afferma che farà qualcosa per la
povera gente, quando costui, mentre parla, lo vedete seduto su un trono d'oro.
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