Grande ipocrita è colui che afferma che farà qualcosa per la
povera gente, quando costui, mentre parla, lo vedete seduto su un trono d'oro.
mercoledì 25 dicembre 2013
sabato 21 dicembre 2013
..TANTI AUGURI...
A tutti auguro un Natale lieve come un fiocco di neve,
caloroso come un camino acceso, soffuso come luci di candele, odoroso di bacche
e spezie. VI auguro serenità e l'amore
giovedì 19 dicembre 2013
LA NUOVA BANCONOTA DA 15 EURO IN ARRIVO A GENNAIO 2014
Dopo la
nuova 5 euro, dal 2014 arriverà nelle tasche dei cittadini europei (stampata
dalla BCE tedesca) la nuovissima banconota da15 €.
Ciò che
lascia perplessi, non è il taglio in sè, che probabilmente ritroverà scarsa
utilità negli acquisti quotidiani, ma bensì la Filigrana raffigurante la
Cancelliera Tedesca, la Sig.ra Merkel.
Ebbene sì.
E’ lei ad aver avuto l’onoreficenza dalla BCE per aver risollevato l’economia
Europea.
Disoccupato suicida Rinviato di un mese lo sfratto
E INAUDITO!
Disoccupato si toglie la vita
Rinviato di un mese lo sfratto
Rinviato di un mese lo sfratto
Suicida dopo l'inginuzione di lasciare la casa entro 48 ore, la proprietaria dell'alloggio ha deciso di rinviare l'ordine di liberare l'appartamento di altri 30 giorni: "Non farlo sarebbe stato inumano". Un fiore sull'asfalto sotto le finestre del trentenne ricorda la tragedia
E' stata la proprietaria dell'alloggio a Cairo Montenotte a chiedere la sospensiva. Non se l'è sentita di ordinare una volta ancora che la madre e il fratello della vittima lascassero l'appartamento dopo appena qualche ora dalla tragedia. "Anche se non hanno mai pagato né affitto né le spese di condominio, ingiungergli di lasciare la casa dopo quello che è successo sarebbe stato inumano".
Un fiore sull'asfalto, sotto la finestra da cui si è lasciato cadere il disoccupato ricorda la tragedia di via Pighini, nel quartiere popolare di 'Cairo 2'.
Trentadue anni, il mese scorso Giorgio, insieme alla mamma, aveva bussato in Comune per dire che non aveva più soldi: "E adesso che ne sarà di noi?"
La casa gliela aveva data in comodato gratuito un vecchio zio, ma da tre anni non pagava più la pigione. E la proprietaria dell'immobile aveva portato la famiglia in tribunale. "Non risultavano residenti a Cairo", ha spiegato Fulvio Briano, il sindaco di Cairo, nell'entreoterra savonese. "Purtroppo per legge non ci è
BRUNO PERSANO
R.it
giovedì 12 dicembre 2013
Pubblica amministrazione, Corte dei Conti: “Inefficienza devastante per l’economia”
Pubblica amministrazione, Corte dei Conti: “Inefficienza devastante per l’economia”
Raffaele Squitieri, presidente dell’organismo, nel suo discorso di
insediamento, se la prende con “la spesa improduttiva, la dissipazione
delle risorse pubbliche, la cattiva amministrazione, il malaffare e la
corruzione”. E ancora, punta il dito contro l’eccessiva spesa pubblica e
l’insostenibile pressione fiscale

Le inefficienze della pubblica amministrazione hanno “un impatto negativo devastante sull’economia”. Parola di Raffaele Squitieri, presidente della Corte dei Conti,
che nel suo discorso di insediamento non risparmia critiche nei
confronti della gestione pubblica. In questo momento storico, sottolinea
Squitieri, “sempre più inaccettabili appaiono la spesa improduttiva, la dissipazione delle risorse pubbliche, la cattiva amministrazione ed, a maggior ragione, il malaffare e la corruzione“.
Ma i problemi della nostra economia, come è noto, non finiscono qui. Il presidente della Corte dei Conti punta il dito, in particolare, contro l’eccessiva spesa pubblica e l’insostenibile pressione fiscale. ”Il problema dell’economia italiana è un problema di crescita”, spiega Squitieri. “Ma in un’economia nella quale la spesa pubblica vale più della metà del prodotto, nessuna crescita è possibile se quella spesa pubblica non si farà più efficace ed efficiente”. L’altro allarme lanciato dalla Corte dei Conti riguarda il freno imposto dalla pressione fiscale. “Poiché ormai nella nostra economia il prelievo fiscale ammonta a circa il 45 per cento del prodotto, – continua il presidente – non si potrà avere una consistente miglioramento nella allocazione delle risorse e, con esso, un rilevante accrescimento della produttività totale e, dunque, una sensibile accelerazione della crescita economica, se non sapremo spendere, meglio di quanto ora facciamo, le ingentissime risorse derivanti dal prelievo fiscale”.
Nadine Blanchard
mercoledì 11 dicembre 2013
Governo taglia bolletta elettrica per 600 milioni
Governo taglia bolletta elettrica per 600 milioni
cambiano regole per rinnovabili e biorarie
I risparmi andanno alle famiglie ma soprattutto alle piccole e medie imprese, Saranno rinegoziati i fondi a sostegno dell'energia verde: gli incentivo saranno splamati su più anni in cambio di un aiuto per le ristrutturazioni degli impianti più vecchi
di LUCA PAGNI
MILANO - Una sforbiciata
di 600 milioni alle bollette dell'energia elettrica. Un piccolo aiuto ai
bilanci delle famiglie, ma soprattutto alle piccole e medie imprese che
si vedranno ridotto il costo dell'energia. Lo ha annunciato il premier
Enrico Letta, anticipando che il provvedimento farà prte del pacchetto
di interventi del decreto "Destinazione Italia" che andrà ad
approvazione nel prossimo consiglio dei ministri.
Annunciato a più riprese, arriva il provvedimento invocato dalle associazioni di categoria come aiuto indiretto all'attività delle Pmi. Ma da dove saranno prese le risorse da destinare al taglio delle bollette? Quasi la metà della cifra, attorno ai 250 milioni, arriverà degli incentivi alla rinnovabili. Una cifra, però, tutta sulla carta che verrà coperta - di fatto - solo con l'accordo degli operatori di settore. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, il Governo offrirà ai produttori di energia rinnovabile la possibilità di spalmare gli incentivi riconosciuti per legge su un periodo di tempo più lungo 25 anni invece di 20, per esempio) e in cambio otterranno un altro tipo di incentivazione, questa legata a opere di "rifacimento" dello stesso sito.
Tutto ciò potrebbe interessare molto a chi sta per terminare il ciclo di vita di un impianto eolico e deve affettuare il "repowering", per esempio installando una turbina di nuova generazione a maggiore efficenza. Oppure, a chi volesse sostituire pannelli
solari vecchi già di
qualche anno con un fotovoltaico di nuova generazione. L'accordo, però,
sarà su base volontaria, per cui i conti si potranno fare a operazione
conclusa.Annunciato a più riprese, arriva il provvedimento invocato dalle associazioni di categoria come aiuto indiretto all'attività delle Pmi. Ma da dove saranno prese le risorse da destinare al taglio delle bollette? Quasi la metà della cifra, attorno ai 250 milioni, arriverà degli incentivi alla rinnovabili. Una cifra, però, tutta sulla carta che verrà coperta - di fatto - solo con l'accordo degli operatori di settore. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, il Governo offrirà ai produttori di energia rinnovabile la possibilità di spalmare gli incentivi riconosciuti per legge su un periodo di tempo più lungo 25 anni invece di 20, per esempio) e in cambio otterranno un altro tipo di incentivazione, questa legata a opere di "rifacimento" dello stesso sito.
Tutto ciò potrebbe interessare molto a chi sta per terminare il ciclo di vita di un impianto eolico e deve affettuare il "repowering", per esempio installando una turbina di nuova generazione a maggiore efficenza. Oppure, a chi volesse sostituire pannelli
Gli altri 350 milioni arriveranno da altri provvedimenti. Uno riguarda la revisione della tariffa bioraria. Con il boom delle rinnovabili non è più così conveniente usare più energia elettrica durante le ore serali e notturne: nelle ore diurne l'energia costa meno perché in rete ci va l'energia prodotta da eolico e soprattutto fotovoltaico, che per sua natura, non ha costi di approvvigionamento. Di notte, invece, vanno le centrali a a gas e il prezzo sale. Per arrivare a un risparmio sulla bolletta verrà anticipato l'orario in cui scatta la bioraria, per avvicinarsi al periodo in cui il prezzo dell'energia è più basso.
Infine, altri due provvedimenti di carattere tecnico consentiranno un ulteriore risparmio. Il primo prevede una riduzione dei contributi agli impianti che godono degli incentivi del Cip6. In pratica, agli impianti che invece di produrre energia con l'utilizzo di petrolio e oli combustibili si riconvertono al gas, viene pagata la differenza dei costi della materia di prima. Questo incentivo viene tagliato perché i prezzi del gas, negli ultimi mesi, si è ridotto.
L'ultimo provvedimento, invece, riguarda la cessione dei crediti del Gse (Gestore servizi elettrici) dovuto per il ristoro dei costi sostenuti per l'acquisto di energia elettrica rinnovabile.
LUCA PAGNI
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