giovedì 14 marzo 2019

Il mito greco di Procuste

Il mito greco di Procuste narra che questo personaggio era un locandiere che gestiva una taverna fra le colline di Attica. Lì, offriva alloggio ai viandanti, nascondendo la sua vera natura, tutt'altro che amichevole.

Procuste possedeva un letto dove invitava tutti i viaggiatori a coricarsi. Durante la notte, quando i malcapitati dormivano, ne approfittava per imbavagliarli e legarli. Se la vittima era più alta e piedi, mani e testa le sporgevano dal letto, procedeva a tagliarli. Se la persona era più bassa, la stirava, rompendole le ossa per far quadrare le misure.

Questo personaggio oscuro perpetrò le sue azioni macabre per anni, finché non giunse un uomo molto speciale: Teseo. Come sappiamo già, questo eroe aveva acquisito fama per aver affrontato il Minotauro dell’isola di Creta e per esser diventato in seguito il re di Atene. Si narra che, quando Teseo scoprì ciò che quel sadico faceva di notte, decise di sottoporre Procuste allo stesso supplizio che imponeva a tutte le sue vittime.

Da allora, si è diffuso un avvertimento a titolo di proverbio che recita quanto segue:

“Fa’ attenzione, ci sono persone che, quando vedono che hai idee diverse o che sei più brillante di loro, non ci pensano due volte a metterti sul letto di Procuste”



Chi è affetto da sindrome di Procuste ha un'invidia aggressiva celata nei confronti degli altri in ambito affettivo, sportivo, politico o lavorativo.

Quando si trovano di fronte ad una persona brillante, intraprendente, creativa e in grado di superarli in più di un aspetto, non esitano a escogitare mille stratagemmi e vili sotterfugi per annullarla, umiliarla e relegarla in un angolo dove smetta di essere “un rischio” e/o dove non può intaccare il loro sentirsi inferiori.

Finché, come nel mito, non arriva il Teseo che punisce il Procuste della situazione, Teseo può essere la persona stessa che è vittima e ribalta il suo ruolo.

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venerdì 23 settembre 2016

IL CENTENARIO DI "ALDO MORO"



Un secolo fa  precisamente il 23 settembre 1916 nasceva Aldo Moro.



Oggi 23 settembre 1916 ricorre il   suo centenario.  La ricorrenza è un’occasione per ricordare  il suo pensiero filosofico e la sua straordinaria sensibilità Umana. Tutti Noi Morotei  siamo orgogliosi di farne parte di quel pensiero è tutti  lo ricordiamo con onore e affetto per i suoi insegnamenti.

    Oggi questi insegnamenti  non si notano  nella nuova classe dirigente,  Anzi vi è  un inarrestabile decadimento morale. A mio parere  potrebbe  salvarsi solo se  attinge alle sue fonti e alla visione globale che il grande statista ebbe sui popoli e sul rispetto della dignità dell'uomo sempre, senza mai sacrificare i principi che hanno ispirato il suo agire politico. Condivido  le idee di questo mio conterraneo,  nato nel “Salento.”   A quei tempi, Moro  ebbe una profonda conoscenza dell'uomo e delle sue difficoltà, specie per i più deboli, ebbe a fare  interventi rivolti all'equità sociale   e alla correzione degli aspetti disumani e delle profonde disuguaglianze.

Fu importante  l'impegno  profuso nell’Assemblea costituente del 1946, per i risultati raggiunti  nella Commissione dei “settantacinque membri”, avendo avuto  la capacità di inserire nella Costituzione Italiana le dichiarazioni dei  principi fondamentali dello Stato Democratico da lui elaborati, per poi  trasmetterli  al Popolo Italiano che hanno poi evidenziato il valore educativo e responsabile della partecipazione alla vita democratica.

Antonino Ingrossso.

sabato 23 gennaio 2016

APPELLO AI FIGLI DELLA DIASPORA D.C.!

APPELLO AI FIGLI DELLA DIASPORA D.C.!


"Siamo chiamati a unire e non dividere.










Qualunque sia il pensiero secondo il principio "Divide et Impera, il rispetto delle idee e dei pensieri rimane l'unica via possibile per dare una forma realistica alla speranza di arginare incomprensioni

Perché la politica deve unire e non dividere, ascoltare e non arretrasi davanti ai problemi delle persone.
«Ritengo doveroso per tutti i democristiani rendere omaggio a tutti quanti amano la Dc.
La partecipazione di tanti democristiani venuti da tutta Italia a loro spese dimostra che c’è Amore e nostalgia per lo scudo crociato
Nell'ultima riunione avvenuta all'hotel Porta Maggiore, ho assistito ad un dibattito intenso, forte a cui non ero più abituato.
Secondo me, ora c’è da fare un passo in più. «Il problema è passare dalle chiacchiere e dalle liti alla speranza per nuovo futuro per la grande DC. Tutti, nel corso degli interventi, hanno detto che c’è voglia di continuare e dunque la Dc ora deve pensare come riorganizzarsi.
Unire e non a dividere. E’ la stessa logica che presidiava negli anni della cosiddetta prima repubblica».
Dal XXII Congresso della DC svoltosi a Perugia il 14/15 dicembre 2014 e emerso proprio questo, occorre tornare al fare politica seria senza chiacchiericci è senza pensare a un titolo che non c’è». Tesi da me sposata in pieno, più volte nei miei interventi in questi due anni che abbiamo passato insieme.
Il percorso della Dc deve ripartire senza divisioni avendo un denominatore comune con un tempismo perfetto perché ritorna ad essere la grande Dc, senza espulsioni, senza avere Generali che non servono a niente.  Servire la DC con umiltà e abnegazione, prendendo atto che il cammino da fare e in salita per tutti.
Ora come non mai, attraverso tutti i social network siamo all’ attenzione di tutti è proprio per questo dobbiamo dimostrare di essere degni di appartenere ad un grande partito come la DC.
Per quanto mi riguarda, non mi fregio di nessun titolo o grado. Mi preme solo fare il bene di quanti democristiani sono al servizio di questo simbolo di cui bisogna esserne fieri.
Ad alcuni democristiani mi rivolgo chiedendo loro di essere più rispettosi nelle regole che lo statuto presenta. E soprattutto se ci sono delle incomprensioni si possano risolvere nei luoghi e nelle sedi di competenza.
Faccio un appello a tutti quelli che non condividono realtà di pensiero diverso.
Frasi di un grande amico democristiano cui va tutta la mia stima.
SE VUOI VINCERE CORRI DA SOLO,
SE VUOI ANDARE LONTANO CAMMINIAMO INSIEME!
LA "MIA" DEMOCRAZIA CRISTIANA VUOLE RIUNIRE TUTTE LE ANIME DEL PARTITO !.
LA "MIA" DEMOCRAZIA CRISTIANA E' ... UNITA'!
TORNARE A DIALOGARE E' UTILE...
TORNARE UNITI E' INDISPENSABILE!
ORA O MAI PIÙ.
SOLO SE UNITI... AVREMO LA "NOSTRA" DEMOCRAZIA CRISTIANA!
Noi ora abbiamo un problema «Il problema è passare dalle idee diverse alla unità totale è alla speranza per il futuro della Democrazia Cristiana. Nel corso degli interventi, Ho percepito che c’è voglia di continuare e dunque la Dc ora deve pensare come riorganizzarsi. La cosa che lascia ben sperare è che, mentre dal 92 a oggi tutte le operazioni sono state finalizzate a dividere e non a unire, questo ritorno in campo della Dc procede in modo contrario, a unire e non a dividere. E’ la stessa logica che presidiava negli anni della cosiddetta prima repubblica».  Il nostro Paese ha una particolarità: L'assenza di cultura politica ha portato i partiti padronali a governare. Per questo dico che quando vince la cortigianeria vince la mediocrità.
Mi firmo come soldato democristiano e non come Vice-Segretario Nazionale del XXII Congresso DC.
Antonino Ingrosso.
 

giovedì 13 agosto 2015

SONO UN DEMOCRISTIANO. CREDO NEI VALORI DI’ QUESTO PARTITO. E MAI RINUNCERÒ’ ALLA MIA FEDE.

Parto da qui per un modo diverso di intendere la politica. Parto da qui per intendere un partito nuovo, dinamico, disposto a cambiare velocemente per adeguarsi ai grandi veloci cambiamenti del nostro paese. Un partito che mette in moto politiche d’inclusione e non di esclusione, che fa sue le ideologie del passato.  Proseguendo con quelle idee politiche che furono di De Gasperi, Dossetti, Gonella, Moro, Fanfani, Andreotti. Loro, sono stati alcuni dei tanti protagonisti della lunga storia DC.  La DC. Con Le sue alleanze, gli scontri, gli equilibri o le faide fra i tanti "cavalli di razza" dello scudo crociato che hanno scandito per oltre un terzo di secolo le vicende del più grande partito italiano, Un partito ricostruito con attenzione rivolto in prevalenza ai processi di formazione. La Dc, la sua storia. La Dc. Un partito che è rinato, mettendo la sua esperienza politica al servizio del Popolo e di quanti credono nei suoi valori. Antonino Ingrosso (alias Tony Morgan)





domenica 9 agosto 2015

La D.C. ricorda Don Luigi Sturzo - Roma, 8 agosto 2015

09/08/2015
Sabato 8 agostro 2015, nella raffinata cornice dell'Hotel Porta Maggiore in Roma, si è riunito il Direttivo Nazionale della Democrazia Cristiana, presente il Segretario Nazionale Angelo Sandri. Presenti, tra gli altri, Franco De SimoniGaetano Tropeano (Presidente MDLF), Mara Lucia Porretta Tatangelo,Alberto Locatelli MosaiciAntonino Ingrosso, Antonio Terenzio, Carlo Ravenda ed altri Amici dello Scudo Crociato da una Vita fedeli ai Valori trasmessi dai "Patres Patriae" Don Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi, Aldo Moro, etc.
Era presente anche il Prof. Arch. Umberto Puato, Presidente di CulturAmbiente Associazione Internazionale & Centro per la Pace, nella qualità di V.Segretario Nazionale MDLF-Movimento Democratici Liberi e Forti- Ispitaro alla Dottrina Sociale di Don Luigi Sturzo, invitato al significativo incontro dalla Direzione Nazionale della Democrazia Cristiana.

RIORTIAMO VOLENTIERI QUANTO SCRITTO DAL Segretario Nazionale D.C. Dott. Angelo Sandri:

SI E' RIUNITO A ROMA SABATO 8 AGOSTO 2015 L'UFFICIO POLITICO NAZIONALE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA PER RICORDARE LA FIGURA DI DON LUIGI STURZO NEL 56° ANNIVERSARIO DELLA SUA SCOMPARSA (ROMA - 8 AGOSTO 1959).

Nonostante il caldo torrido (sono state registrate nel corso della giornata temperature anche attorno ai 45 gradi) si è coraggiosamente riunito a Roma, all'Hotel Porta Maggiore, nella mattinata di sabato 8 agosto 2015, l'Ufficio politico nazionale della DEMOCRAZIA CRISTIANA, presieduto e coordinato dal Segretario politico naz.le della D.C. ANGELO SANDRI.

L'incontro era sostanzialmente dedicato al ricordare la figura di DON LUIGI STURZO, in occasione del cinquantaseiesimo anniversario della sua scomparsa avvenuta a Roma in data 8 agosto 1959.

Il Segretario nazionale della D.C. ANGELO SANDRI (Udine) ha voluto ricordare la grande importanza che hanno per il partito scudocrociato l'opera e l'insegnamenti di don Luigi Sturzo che sono di una straordinaria attualità e lungimiranza sotto il profilo politico, sociale ed etico. < Il nostro partito - ha dichiarato Angelo Sandri - deve impegnarsi di più e meglio per recuperare gli importanti insegnamenti dei suoi Padri fondatori e con la forza di questo immenso bagaglio valoriale affrontare le importanti sfide che attendono la Democrazia Cristiana fin dall'immediato futuro.

E' seguito un vivace e partecipato dibattito, ancorato anche alle questioni dell'attualità politica italiana, nel corso del quale sono intervenuti tra gli altri il Coordinatore della Segreteria politica nazionale e Segretario regionale della D.C. del Lazio FRANCO DE SIMONI; il Vice-Segretario politico nazionale ANTONINO INGROSSO (Genova); la Responsabile naz.le per le relazioni esterne ed istituzionali MARA LUCIA TATANGELO; il Segretario provinciale della D.C. di Roma LUIGIA PERILLO; il Direttore Vicario de <IL POPOLO> della Democrazia Cristiana DORA CIRULLI; i componenti della Direzione nazionale D.C. GAETANO TROPEANO, ALBERTO LOCATELLI e ANTONIO TERENZIO; il Presidente Vicario del Collegio naz.le dei Probiviri D.C. CARLO RAVENDA..

E' intervenuto all'incontro dell'Ufficio politico nazionale della DEMOCRAZIA CRISTIANA anche il prof. UMBERTO PUATO, di Roma, nella sua qualità di Presidente nazionale dell'Associazione <CULTURA e AMBIENTE >, nonchè di Vice-Presidente nazionale del Movimento <LIBERI E FORTI>, che già dal nome tradisce la sua chiara ed inequivocabile ispirazione sturziana.

Il prof. Umberto Puato nel suo intervento ha ricordato le forti raccomandazioni - che provengono dai nitidi insegnamenti sturziani . ad una assoluta eticità e trasparenza per chi è impegnato nell'attività politica, insegnamenti di assoluto valore al giorno d'oggi in cui la politica è inquinata da gravissimi fatti che ledono la possibilità di una serena convivenza civile e turbano la coscienza delle tante persone oneste di fronte a quel che sta succedendo. Sotto questo profilo - ha concluso Umberto Puato - anche la Democrazia Cristiana è chiamata a fare la sua parte aderendo in termini chiari e precisi alle importanti indicazioni provenienti dagli insegnamenti di don Luigi Sturzo.

Nel corso della riunione è stato sottolineato anche l'impostante aspetto concernente la figura del grande sacerdote calatino quella appunto di LUIGI STURZO SACERDOTE. Il Segretario nazionale della D.C. ANGELO SANDRI ha richiamato i dati salienti di un libro scritto da Mons. PAOLINO STELLA (Edizioni Pegaso - Caltagirone) in cui si approfondisce appunto la figura di don Sturzo sotto il profilo sacerdotale. Una copia del libro è stata donata alla Democrazia Cristiana del Lazio nella persona del Segretario regionale D.C. FRANCO DE SIMONI.

In precedenza, alle ore 10,00, presso la Cappella del Crocifisso, ubicata presso la Stazione Termini Centrale, a Roma (nel primo piano sotterraneo, nei pressi del binario 22), si era svolto un breve incontro di preghiera e di riflessione a cui hanno preso parte alcuni dirigenti nazionali della D.C. tra cui lo stesso Segretario politico nazionale Angelo Sandri.