mercoledì 11 dicembre 2013

Governo taglia bolletta elettrica per 600 milioni

Governo taglia bolletta elettrica per 600 milioni
cambiano regole per rinnovabili e biorarie

I risparmi andanno alle famiglie ma soprattutto alle piccole e medie imprese, Saranno rinegoziati i fondi a sostegno dell'energia verde: gli incentivo saranno splamati su più anni in cambio di un aiuto per le ristrutturazioni degli impianti più vecchi

MILANO - Una sforbiciata di 600 milioni alle bollette dell'energia elettrica. Un piccolo aiuto ai bilanci delle famiglie, ma soprattutto alle piccole e medie imprese che si vedranno ridotto il costo dell'energia. Lo ha annunciato il premier Enrico Letta, anticipando che il provvedimento farà prte del pacchetto di interventi del decreto "Destinazione Italia" che andrà ad approvazione nel prossimo consiglio dei ministri.

Annunciato a più riprese, arriva il provvedimento invocato dalle associazioni di categoria come aiuto indiretto all'attività delle Pmi. Ma da dove saranno prese le risorse da destinare al taglio delle bollette? Quasi la metà della cifra, attorno ai 250 milioni, arriverà degli incentivi alla rinnovabili. Una cifra, però, tutta sulla carta che verrà coperta - di fatto - solo con l'accordo degli operatori di settore. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, il Governo offrirà ai produttori di energia rinnovabile la possibilità di spalmare gli incentivi riconosciuti per legge su un periodo di tempo più lungo 25 anni invece di 20, per esempio) e in cambio otterranno un altro tipo di incentivazione, questa legata a opere di "rifacimento" dello stesso sito.

Tutto ciò potrebbe interessare molto a chi sta per terminare il ciclo di vita di un impianto eolico e deve affettuare il "repowering", per esempio installando una turbina di nuova generazione a maggiore efficenza. Oppure, a chi volesse sostituire pannelli
solari vecchi già di qualche anno con un fotovoltaico di nuova generazione. L'accordo, però, sarà su base volontaria, per cui i conti si potranno fare a operazione conclusa.

Gli altri 350 milioni arriveranno da altri provvedimenti. Uno riguarda la revisione della tariffa bioraria. Con il boom delle rinnovabili non è più così conveniente usare più energia elettrica durante le ore serali e notturne: nelle ore diurne l'energia costa meno perché in rete ci va l'energia prodotta da eolico e soprattutto fotovoltaico, che per sua natura, non ha costi di approvvigionamento. Di notte, invece, vanno le centrali a a gas e il prezzo sale. Per arrivare a un risparmio sulla bolletta verrà anticipato l'orario in cui scatta la bioraria, per avvicinarsi al periodo in cui il prezzo dell'energia è più basso.

Infine, altri due provvedimenti di carattere tecnico consentiranno un ulteriore risparmio. Il primo prevede una riduzione dei contributi agli impianti che godono degli incentivi del Cip6. In pratica, agli impianti che invece di produrre energia con l'utilizzo di petrolio e oli combustibili si riconvertono al gas, viene pagata la differenza dei costi della materia di prima. Questo incentivo viene tagliato perché i prezzi del gas, negli ultimi mesi, si è ridotto.

L'ultimo provvedimento, invece, riguarda la cessione dei crediti del Gse (Gestore servizi elettrici) dovuto  per il ristoro dei costi sostenuti per l'acquisto di energia elettrica rinnovabile.

 

venerdì 29 novembre 2013

Anche a Salice Salentino (Lecce) il circolo del 'Movimento per l’Alleanza Nazionale'



Antonino Ingrosso "Responsabile dell'associazione di Destra "COSTITUENTE LIBERALE REGIONE LIGURIA"


Anche a Salice Salentino (Lecce)  il circolo del 'Movimento per l’Alleanza Nazionale'
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La segretaria cittadina di Grande Sud, Antonella Persano
La segretaria cittadina di Grande Sud, Antonella Persano
SALICE SALENTINO | Nasce anche Salice il Circolo del "Movimento per l'Alleanza Nazionale" voluto fortemente dai segretari cittadini Antonella Persano (IO SUD) e Antonio D'Elia (Movimento Sociale-Fiamma Tricolore) e dal responsabile dell'Associazione di Destra "Costituente Liberale" Antonino Ingrosso.
Oltre 100 persone partite da Salice con 2 pullman hanno partecipato alla rinascita di Alleanza Nazionale a Roma il 9 novembre 2013 con grande entusiasmo e tanta speranza di rivedere una comunità di destra unita attorno al simbolo di Alleanza Nazionale che racchiude una storia di oltre 50 anni della destra italiana.
Infatti è stata una grande manifestazione, migliaia di persone arrivate a Roma da tutta l'Italia, dopo 4 anni di sofferenza dallo scioglimento di AN nel 2009, hanno sventolato le bandiere di Alleanza Nazionale con il cuore gonfio di gioia e tanta emozione.
Siamo orgogliosi di avere sempre al nostro fianco uno dei leader più capaci e coraggiosi della destra italiana , Adriana Poli Bortone, portavoce nazionale del "Movimento per l'Alleanza Nazionale".
Salice condivide il progetto politico di Adriana Poli Bortone, Francesco Storace, Luca Romagnoli, Domenico Nania, Roberto Menia e tante altre associazioni di destra, per ridare ai militanti di destra e ai cittadini ciò che "ingiustamente" è stato tolto nel 2009: un grande partito di destra sociale, popolare e nazionale che riparte dalla storia e dal simbolo di Alleanza Nazionale con dentro la fiamma del M.S.I. ma guarda al futuro affrontando i problemi, oggi scottanti, della società come lavoro, immigrazione, politica europea, sovranità nazionale e monetaria.
Il Circolo di Salice, all'interno del quale è stato costituito anche un Comitato Promotore del "Movimento per l'Alleanza Nazionale" fatto soprattutto da giovani, nasce quindi per dare voce ai tanti cittadini salicesi i quali sino al 2009 ci hanno sempre sostenuto in AN e suffragato con ben oltre il 12% dei consensi ed oggi sono entusiasti di poter nuovamente partecipare alla vita politica di un grande partito di destra.
Il Comitato Promotore costituito, insieme a tutti coloro che vorranno ancora aderire, rappresenterà con il proprio voto il "Movimento per l'Alleanza Nazionale" di Salice nell'Assemblea Costituente Nazionale che sarà convocata dagli organi nazionali a breve.
Il Comitato Promotore ha nominato Coordinatore Antonella Persano, carica temporanea sino all'elezione degli organi statutari che si terranno nell'Assemblea Costituente Nazionale.
"Ho militato in AN dal 1995, quando è nata, al 2009 quando è avvenuto il suo scioglimento, di Alleanza Nazionale - spiega Antonella Persano -  sono stata segretario cittadino, assessore e vicesindaco di Salice, ed oggi per me il ritorno di AN rappresenta una grande conquista ed una meritata rivincita del popolo di destra perché si era spezzata ingiustamente una storia politica importante di battaglie e di conquiste determinanti per il buon governo del nostro paese, dal 2009 sino ad oggi sono stata segretario cittadino di IO SUD, un movimento territoriale che ha affrontato con impegno e convinzione la questione meridionale, un grande tema della destra italiana, mai a Salice mi sono addentrata in alleanze politicamente innaturali per ottenere facili consensi sul carro dei vincitori ma con coerenza ho sostenuto le alleanza possibili sempre nel centro-destra e non necessariamente civiche ove in contrasto con la mia formazione politica di destra, oggi è inevitabile e determinante segnare un passo per riorganizzare un partito esclusivamente di destra, di centro-destra e di confusione nel centro-destra ce ne già abbastanza, nel panorama politico nazionale e locale si devono affermare invece chiaramente il pensiero ed i programmi della destra che non può che essere quella di ALLEANZA NAZIONALE.Spero - conclude - di essere all'altezza di guidare a Salice la rinascita di un grande partito quale è stato Alleanza Nazionale, ringrazio tutti i componenti del Comitato Promotore per la carica che mi hanno voluto conferire, siamo aperti a tutti coloro i quali, confido soprattutto nei giovani, vorranno unirsi a noi in questa nuova, grande e bella avventura con il cuore sempre a DESTRA".

giovedì 28 novembre 2013

Papà denunciato: ha dato al figlio un nome assurdo


Papà denunciato: ha dato al figlio un nome assurdo

Heath Campbell, americano di 40 si è presentato in tribunale in uniforme nazista e baffetti alla Hitler
papà denunciato: ha dato al figlio un nome assurdo 
Heath Campbell è entrato lo scorso 3 giugno in uniforme nazista in tribunale.
L’uomo non è un generale delle SS sopravvissuto alla seconda guerra mondiale ancora in attesa di giudizio.
Ha 40 anni, è del New Jersey (USA), e si è recato presso la corte della sua città per avere l’autorizzazione da parte del giudice a potere vedere i suoi figli, il cui ultimo nato, di appena due anni, è stato affidato ai servizi sociali subito dopo la nascita.
In alta uniforme, con tanto di baffetti alla Hitler, Campbell, si è presentato davanti alla corte, la stessa corte che gli aveva tolto i figli nel 2010 dopo che lui era stato accusato di violenza domestica.
A seguito del divorzio tra Campbell e la moglie
Deborah, i giudici avevano inoltre deciso di non affidare a nessuno dei genitori i quattro figli della coppia.E lui ha sempre sostenuto che i figli non erano stati dati a lui  a causa dei loro nomi. Per la precisione, i figli di Heath Campbell si chiamano: Henrich – Adolf Hitler, 7 anni, JoyceLynn Aryan Nation, 6, e 5 anni Honzlynn Jeannie e l’ultimo di 2 anni, Heinrich Hons.
A detta del papà avrebbe chiamato così i suoi figli non per ispirazioni naziste ma soltanto perché poteva essere certo che soltanto loro li avrebbero avuti.
Fatto sta però che Campbell fondò nel 2012 un associazione dal nome “Ordine di Hitler”, ed era già noto alla stampa americana quando nel 2008 un pasticciere si rifiutò di preparare una torta che aveva commissionato Campbell, con la scritta “Buon compleanno Adolf Hitler”.
Campbell, prima di sedersi in aula aveva sostenuto: “Se sono buoni giudici mi guarderanno dentro e non si fermeranno alle apparenze”.
Vedremo se in effetti i giudici si fermeranno alle apparenze…

Scritto da Alessandra Albanese
DEA

mercoledì 27 novembre 2013

Silvio Berlusconi è fuori dal Parlamento. Lui in strada: "E' un giorno di lutto"

 

Roma, 27 novembre 2013 - Ore 17.42: il presidente del Senato Pietro Grasso ha dichiarato la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. (VIDEO DECADENZA BERLUSCONI) Il Senato in precedenza aveva bocciato 9 ordini del giorno contro la decadenza. Con nove distinte votazioni sono stati respinti altrettanti odg contari alla presa d’atto della decadenza proposta dalla Giunta per le immunità e le elezioni di palazzo Madama, a seguito della condanna defintiva di Berlusocni per frode fiscale al processo Mediaset che la sentenza della Corte di Cassazione la scorsa estate ha reso defintiva. Silenzio al termine delle votazioni degli ordini del giorno. Solo i senatori di M5s hanno salutato con un applauso l’esito delle votazioni, mentre i parlamentari degli altri gruppi sono defluiti in silenzio dall’aula.
Berlusconi era entrato in Parlamento poco meno di vent’anni fa: nel marzo del 1994. Quando scese in campo creando Forza Italia e vinse le elezioni, entrando alla Camera per la prima volta da Presidente del Consiglio. Da allora Berlusconi è sempre stato rieletto a Montecitorio fino alle elezioni di questa primavera che lo hanno visto per la prima volta farsi eleggere al Senato. Che oggi lo ha congedato dal Parlamento. Con il voto odierno Berlusconi perde anche l’immunità parlamentare a cui più volte è ricorso in questi vent’anni.
SUBENTRA IL PRIMO DEI NON ELETTI - Decaduto Silvio Berlusconi, per la mancata convalida della sua elezione nella regione Molise, gli subentra il primo dei non eletti nella stessa circoscrizione, ovvero Ulisse Di Giacomo, già assessore alla Sanità della terza giunta di Michele Iorio.
FORZA ITALIA CHIEDE UN INCONTRO A NAPOLITANO - “Al termine di una lunga riunione, i deputati e i senatori di Forza Italia hanno espresso la loro solidarietà al presidente Berlusconi e la preoccupazione per la situazione politica determinatasi dopo la decadenza del leader di Forza Italia. Ed hanno così deciso di incaricare i capigruppo di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani, di chiedere al presidente della Repubblica di ricevere una delegazione dei gruppi parlamentari per affrontare il delicato momento”. E’ quanto si legge in una nota.
LE REAZIONI - LA FIGLIA MARINA: "MIO PADRE DECADE, MA RESTA LEADER"
SILVIO IN PIAZZA - Nel giorno x della decadenza Silvio Berlusconi  non partecipa alla seduta che lo espellerà dallo scranno senatoriale. Ma tenta comunque di ‘oscurare' il voto sulla decadenza parlando di fronte alla sua gente radunata a via del Plebiscito, come già era accaduto il 4 agosto all’indomani della condanna definitiva per il processo Mediaset: "E' un giorno amaro e di lutto". Berlusconi, dal palco, ribadisce l’accusa rivolta a Magistratura Democratica di aver avuto “legami con le Brigate Rosse”. Poi parla della sentenza sui diritti tv che, dice "grida vendetta davanti a dio e agli uomini’’. Quella sentenza, aggiunge, ‘’è basata solo su teoremi e congetture e su nessun fatto o documento o testimone’’. (VIDEO BERLUSCONI PIAZZA)

IL RIEPILOGO/ SCINTILLE PER I SENATORI A VITA - Sandro Bondi ha preso di mira i senatori a vita presenti in aula: “Vergogna”, ha tuonato, chiedendo ai colleghi nell’aula del Senato se fosse un comportamento accettabile la loro presenza nel giorno del voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi, visto che sono “appena nominati” e che “non si sono distinti per la loro presenza nei lavori” del Senato. A difenderli è intervenuto il capogruppo del Pd Luigi Zanda: “I senatori a vita partecipano ai lavori del Senato in tutte le sedute, mi auguro che continuino a frequentare il Senato e sono fiero che presenzino alla seduta odierna”. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha poi letto il primo comma dell’articolo 1 del regolamento del Senato: “I Senatori - ha detto - acquistano le prerogative della carica e tutti i diritti inerenti alle loro funzioni, per il solo fatto della elezione o della nomina, dal momento della proclamazione se eletti, o dalla comunicazione della nomina se nominati”. E questo, ha aggiunto, “è sufficiente”. Alla fine Bondi, sullo stesso argomento, ha avuto una lite con l'ex compagno di partito Formigoni.
LA RINUNCIA A PORTA A PORTA - Berlusconi ha rinunciato a partecipare a Porta a Porta. “Nella tarda serata - dice Bruno Vespa - ci ha fatto sapere che pressioni famigliari lo hanno indotto a rientrare ad Arcore prima del voto di decadenza e dopo il comizio”.
IL CONSIGLIO DEL MEDICO - Ammette che “non é possibile dare questo tipo di consiglio” anche perché “su questi aspetti vengo sempre disatteso...” ma Alberto Zangrillo é pur sempre il medico di fiducia di Silvio Berlusconi ed é all’illustre paziente che consiglia di astenersi dal presenziare alla seduta del Senato che ne decreterà la decadenza. Ospite di Radio2 per ‘Un Giorno da Pecora',  Zangrillo dice allora che “gli dico di riposare, consapevole di aver lottato fino in fondo e aver fatto tutto quel che é necessario e legittimo”.
Niente, neanche una tv accesa sulla diretta da palazzo Madama. “No”. Zangrillo gli sarà comunque vicino: “Certo, é come avere un amico in difficoltà, si cerca di non fargli mancare nulla”. Come alla convention di lancio di FI, conclusa con un leggero malore sul palco. Cosa ha dato al Cavaliere? “Un banale vasocostrittore, perché quando si sta per molto tempo in piedi, a parlare, ad un certo punto - spiega - ci può esser bisogno di un vasocostrittore”.
QN

martedì 26 novembre 2013

Stipendi e salari doppiano i ricavi della vendita dei biglietti.

Stipendi e salari doppiano i ricavi della vendita dei biglietti. Ecco chi paga il conto dell'Amt di Genova

Far funzionare a Genova bus, filobus e quel metrò di infinita realizzazione costa alla città oltre 180 milioni di euro l'anno. Sono le cifre del bilancio dell'Amt, l'Azienda mobilità e trasporti del capoluogo ligure. Tanti, pochi? Dipende. Sta di fatto che come nella gran parte delle aziende di trasporto pubblico locale la voce che incide di più è quella del personale. I 2.400 dipendenti di Amt sono costati, nel 2012, 109 milioni di euro e 116 milioni di euro l'anno prima. Da solo il costo per stipendi e salari vale quasi 2 volte i ricavi dalla vendita dei biglietti che portano in cassa circa 60 milioni di euro l'anno. Il resto del bilancio è fatto dai sussidi pubblici. Il solo contributo per il servizio reso è di 72 milioni; altri 40 milioni sono coperture per il contratto e contributi tariffari. Su un fatturato che sfiora i 190 milioni di euro la di Fabio Pavesi - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/6i9Af

lunedì 25 novembre 2013

Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne e il Parlamento ha fatto in modo che le donne in fuga da un coniuge violento si trasferiscono in un altro paese dell'UE riceveranno la stessa protezione dalle autorità locali.








 

**Questo video  contro la violenza della Donna... uno spot che racconta ciò che le donne subiscono...che dire... se ci sono Uomini veri, che guardino lo spot e pensino prima di alzare un dito !!!**

domenica 24 novembre 2013

Gianfranco Fini contro la Bossi-Fini: "Deve cambiare subito"


Gianfranco Fini contro la Bossi-Fini: "Deve cambiare subito"

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La nuova giravolta dell'ex leader di Fli.


Gianfranco Fini contro la Bossi-Fini:

Solo gli stupidi non cambiano mai idea, quindi per carità la nuova giravolta di Gianfranco Fini è pienamente legittima. E però quando ci si scaglia contro una legge che porta il proprio nome, è legittimo anche che si desti una qualche sorpresa. È quanto ha appena fatto l’ex leader di Futuro e Libertà, che in un’intervista a Radio Capital ha parlato della Legge Bossi-Fini e del reato di immigrazione clandestina.
“Sì la legge Bossi-Fini va cambiata”, così ha esordito Fini, che sarebbe anche in cerca di un posto nel nuovo partito che potrebbe formare Alfano. Per poi proseguire: “Quella norma va rivista, si basa sul principio che si può entrare legalmente in Italia solo se si ha un contratto di lavoro, ma se perdi il posto hai sei mesi per trovarne un altro, altrimenti sei espulso. Ma con la crisi economica è chiaro che sei mesi è un arco di tempo troppo breve”.
In verità era molto breve anche prima della crisi economica, soprattutto per un immigrato. Fini prosegue: “E poi si deve capire che ci sono donne e uomini che hanno diritto a chiedere l’asilo per ragioni umanitarie. Quindi dovrebbe essere l’Europa a decidere che chi viene dal Corno d’Africa o dalla Siria, per fare solo due esempi, ha diritto all’asilo nei 27 paesi dell’Unione. Ma l’Europa su questo è latitante”.
L’autore della legge che è stato al centro di mille polemiche in tutti questi anni, ultima dopo la strage di Lampedusa, su un punto però non è disposto a fare mea culpa, ed è sul reato di immigrazione clandestina: “È stato introdotto nel 2009, la legge è del 2002, quindi per quell’aspetto ci si deve rivolgere all’onorevole Maroni”.