giovedì 31 ottobre 2013

I figli tu li puoi solo amare



I figli tu li puoi solo amare, ma non li puoi trattenere, perché loro abiteranno case che tu non hai mai visitato, vedranno visi che tu non hai mai visto. Percorreranno strade che i tuoi piedi non hanno mai battuto. I figli…gioie e dolori, parte di te ..ed essenzialmente unici… i figli, parte del tuo DNA parte della tua stessa carne.. che il solo pensiero di andare avanti senza loro, il mondo si ferma. E piove, ma di una pioggia diversa ,fatta di lacrime, di tutte quelle lacrime di quelli che purtroppo o per fortuna vanno ancora avanti senza i figli… i figli, gioie e dolori. Le loro case ovunque siano non le conosciamo, forse non conosciamo neanche i loro cuori, ma sicuramente conosciamo il loro essere, perché sono parte di noi come noi siamo parte di loro. Eppure il nostro compito è solo quello di amarli per poi lasciarli andare. E non si sa mai dove vorranno andare a noi resta solo accettare….. Figlio… hai percorso strade che io non ho percorso, stai abitando case che io non conosco… ma verrà un giorno che le conoscerò.

Antonino Ingrosso



Berlusconi sfida Letta sulla decadenza

Berlusconi sfida Letta sulla decadenza • Lo Stato inefficente ci costa due punti di Pil • Cinque milioni di italiani in miseria • La crisi fa crollare la fiducia nel mattone • Inaugurato nello Stretto del Bosforo il più profondo tunnel sottomarino del mondo • Il surfista che ha cavalcato un’onda di trenta metri

Berlusconi Silvio Berlusconi, in un’anticipazione del nuovo libro di Bruno Vespa (Sale, zucchero e caffè. L’Italia che ho vissuto da nonna Aida alla Terza repubblica, in uscita il 7 novembre prossimo), si rivolge direttamente al premier Enrico Letta affinché agisca per evitare una crisi di governo. Scriva una riga, è la sua esortazione, con cui chiarire che la legge Severino non si applica al passato: «Segnalo che il governo, se volesse, avrebbe un’autostrada per risolvere il problema: è tuttora aperta la legge delega sulla giustizia, e basterebbe approvare una norma interpretativa di una riga, che chiarisca la irretroattività, la non applicabilità al passato della legge Severino. Letta dica si o no. Basterebbe rispettare lo stato di diritto, l’art. 25 della nostra Costituzione e l’art. 7 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo». Ma da Palazzo Chigi arriva un no. Intanto sul tema della decadenza si registra un nuovo rallentamento: la Giunta si divide sulla data del voto.

Pubblica amministrazione Secondo la Commissione Ue - che ha presentato ieri il rapporto annuale sulla Competitività - la Pubblica amministrazione italiana fa acqua da ogni parte. Bruxelles disegna il profilo di un governo poco efficace, di imprese restie a sposare i nuovi media, del costo più alto d’Europa da pagare per le autorizzazioni necessarie a lanciare un’attività imprenditoriale: da noi occorrono in media 2100 euro; in Germania sono dieci volte meno. «Prestazione povera», è il giudizio complessivo, e le inefficienze ci costano due punti di Pil. Siamo venticinquesimi in Europa per l’efficacia dell’azione di governo, colpa della politica e dell’amministrazione, ma anche «della poco chiara ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni» che mina l’efficacia delle misure di semplificazione introdotte a livello nazionale. In più, solo il 23,9% dei servizi pubblici è fruibile online, il 54% in meno della media europea. Se non bastasse, le imprese nostrane sono 24esime su ventotto per interazione telematica con enti e istituzioni pubblici. Alla natura conservatrice si aggiunge il costo. Da noi una «start up» pesa in pratiche e autorizzazione oltre cinque volte la media europea che è di 397 euro. Una volta avviata l’azienda, dobbiamo lavorare 269 ore l’anno per pagare le tasse, risultato del 40% superiore al riferimento mediano dei Ventotto, ovvero 163 ore. Per far rispettare i contratti, in media occorrono 1210 giorni, è il secondo peggiore dato Ue, 121% più alto della media. E’ la giustizia civile lenta. E onerosa, visto si deve essere pronti a rinunciare al 29% delle somme dovuto per poi ottenerle. E’ il 40% in più di quanto avviene altrove. La ciliegina sulla torta è la corruzione. La Commissione rivela che quanto a virtuosità nel rinunciare pagamenti irregolari e tangenti siamo al 23° posto della classifica continentale e un quarto sotto la media. Il ventiduesimo scalino è invece quello che conquistiamo come dirottatori di fondi pubblici, dunque per il danaro preso dal tesoro comune che non finisce dove dovrebbe: dietro di noi Grecia, Bulgaria, Ungheria, Romania, Repubblica Ceca e Slovacchia, come dire neanche un Paese del G8. Ultima croce, il ritardo dei pagamenti. Siamo i peggiori, i conti sono saldati in media in 170 giorni. Nonostante il recepimento della direttiva Ue entrata in vigore il 16 marzo che impone i pagamenti entro 30 giorni, la macchina non si è smossa. [Zatterin, Sta]

Poveri Dal 2007 al 2012, gli anni della crisi, le persone che in Italia vivono in grande difficoltà sono raddoppiate, passando dai 2,4 ai 4,8 milioni. Poveri “assoluti” come li definisce la statistica: impossibilitati ad assicurarsi un livello minimo di consumi e servizi. Una condizione cui la crisi ha costretto l’8 per cento degli italiani. Nella gran parte delle famiglie che vivono così (quasi un caso su quattro, il 23,6 per cento), il reddito è unico, c’è una sola persona che cinque anni fa lavorava e che ora è in cerca d’occupazione. Molte sono quelle che hanno procreato tre o più figli ancor’oggi minorenni (il 17,1 per cento), quasi il 10 per cento è di matrice operaia, oppure composta da un nucleo con un solo genitore. Ma la crisi, documenta l’audizione al Senato tenuta ieri dall’Istat, ha fatto lievitare anche il numero degli italiani che vive in condizioni di povertà relativa: per campare campano, ma hanno una capacita di spesa inferiore alla media (calcolata, nel 2012, per una famiglia di due persone, a 990 euro). Qui il tetto sfonda quota 9 milioni e mezzo, il 15,8 per cento della popolazione, e colpisce soprattutto le famiglie più giovani, formate da precari e co.co.pro. Nei primi sei mesi di quest’anno il 17 per cento delle famiglie ha ammesso di aver ridotto la spesa alimentare e di avere, nello stesso tempo, diminuito la qualità (quasi il 5 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso). Il 18,3 per cento ha sacrificato l’acquisto di scarpe e vestiti. È vero che l’aumento della povertà e il crollo dei consumi hanno coinvolto anche gli altri paesi europei, ma l’Italia - Grecia a parte - è l’unico a non aver messo in atto politiche di sostegno al reddito. Il governo, poche settimane fa, aveva dato incarico ad una commissione ad hoc di elaborare un piano d’intervento. Il progetto elaborato prevedeva, per una copertura del 6 per cento delle famiglie, investimenti a regime per 7 miliardi. Non se n’è fatto nulla [Grion, Rep].

Mattone Dal 2006 ad oggi la quota di italiani che ritiene la casa un investimento ideale è crollata dal 70% al 29%. È quanto emerge dall’indagine «Gli italiani e il risparmio» di Acri-Ipsos resa nota ieri, in occasione della 89ma Giornata del risparmio, che evidenzia anche come tre quarti degli italiani sia convinto che per tornare ai livelli pre-crisi ci vorranno «almeno 3-4 anni». Aumenta il numero di coloro che preferiscono investire in risparmio postale, obbligazioni e titoli di Stato, raggiungendo un record storico del 34%; mentre continua a crescere, per contro, la quota di famiglie che pensa che sia sbagliato investire tout court: è ormai quasi un terzo degli italiani, il 32%. In generale, il 19% preferisce la liquidità, contro il 13% del 2012. Il rapporto, tuttavia, ha messo anche in evidenza un lieve miglioramento della capacità delle famiglie italiane di risparmiare (dal 28 al 29%); sono costanti (il 40%) infine quelle che consumano tutto quello che guadagnano. [Mastrobuoni, Sta]

Tunnel Inaugurato ieri da Erdogan, in Turchia, il più profondo tunnel sottomarino del mondo. A Istanbul, l’Europa si collega ora all’Asia anche con un metro ferroviario che attraversa lo Stretto del Bosforo fino a 62 metri sotto il livello dell’acqua. E’ il progetto Marmaray, nome che unisce il Mare di Marmara alla parola turca “ray” (binario), ribattezzato dai quotidiani di Instanbul come “La via della seta 2.0”, accostando l’aspetto tecnologico alle parole del governo che ha lanciato il progetto come il primo collegamento ferroviario tra la Cina e l’Europa occidentale. «Per ora, al prezzo di 70 centesimi di euro, i quasi 14 chilometri di tunnel uniscono una stazione sulla riva europea a un terminal su quella asiatica. Il traffico, in una metropoli la cui popolazione è stimata attorno ai 15 milioni di abitanti, è una piaga quotidiana, capace di fare sostare in strada per ore. Adesso il trasporto previsto di Marmaray raggiungerà i 1,5 milioni di passeggeri al giorno: una cifra in grado di abbattere drasticamente (del 20% almeno) la viabilità su strada. La colossale galleria, costruita da un consorzio turco- giapponese, può sopportare scosse fino al 9° grado della scala Richter (quella che colpì la Turchia nel 1999 fu di 7,8 gradi e uccise 18 mila persone), e oggi è ritenuta il luogo più sicuro della città. Una seconda corsia, destinata alle autovetture, sarà completata entro il 2015» [Ansaldo, Rep].

Onda Lunedì scorso a Nazare, una baia al centro della costa atlantica del Portogallo, il brasiliano Carlos Burle, 45 anni, ha surfato sulla più alta onda mai cavalcata da piedi umani, un gigante di almeno 30 metri, come un palazzo di 10 piani. Tonnellate d’acqua mosse da San Giuda, la colossale perturbazione che ha spazzato il Nord Europa 
 Roberta Mercuri

mercoledì 30 ottobre 2013

Corte dei conti boccia la Legge di stabilità: “Da tagli cuneo evidenti rischi per equità”

Corte dei conti boccia la Legge di stabilità: “Da tagli cuneo evidenti rischi per equità”

Bankitalia aggiunge: "Taglio non elevato". E anche l'Istat avverte che i "benefici maggiori vanno alle famiglie più ricche". Il ministro dell'economia risponde chiedendo di "indicare le risorse" e annunciando che la nuova tassa sui servizi comunali (Tasi) peserà meno della somma di Imu e Tares

Corte dei Conti
La Corte dei conti, l’Istat e la Banca d’Italia attaccano duramente la Legge di stabilità presentata dal governo. ”Il taglio del cuneo fiscale ha un perimetro limitato”, afferma Raffaele Squitieri, presidente designato dell’organo giurisdizionale, “e comporta problemi distributivi e di equità poiché esclude dal beneficio 25 milioni di soggetti”. Mentre l’Istat conferma che, dato il maggior numero di occupati per famiglia, sono le famiglie più ricche a trarre maggiori vantaggi monetari in valore assoluto, sottolineando che “su un totale di 12 milioni e 230mila famiglie beneficiarie stimate, la metà appartiene ai due quinti più alti della distribuzione”.
L’Italia resta il quarto Paese con il cuneo fiscale più alto
“La Legge di stabilità porterà risultati significativi per alcune categorie di lavoratori ma lascerà sostanzialmente inalterata la posizione dell’Italia nella graduatoria europea sul peso del cuneo fiscale, maggiore solo in Belgio, Francia e Germania”, aggiunge Squitieri nel corso dell’audizione sulla manovra di fronte alle commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato. Tali risultati “scontano, in ogni caso, uno sgravio Irpef di portata contenuta (168 euro annui in corrispondenza del livello di reddito più avvantaggiato, pari a 15mila euro) e dal perimetro limitato (quattro contribuenti su dieci, ossia quelli che dichiarano redditi da lavoro dipendente e assimilati fra gli 8 e i 55mila euro). Oltre ai lavoratori autonomi, sono esclusi dal beneficio gli incapienti e i pensionati, ossia circa 25 milioni di soggetti che comprendono evidentemente anche le categorie in maggiori difficoltà economiche”.
Rischio di ulteriore aumento tasse sugli immobili
Non solo. La legge di stabilità, che ha regalato un miliardo di euro alle banche, rischia di comportare “ulteriori aumenti impositivi” sul patrimonio immobiliare. In particolare, osserva Squitieri, il caso “di inasprimenti che potrebbero canalizzarsi sul versante della Tasi, che moltiplica il suo peso (1 per mille sull’imponibile catastale ai fini Imu) rispetto a quello incorporato nella vecchia Tares (30 centesimi di euro al metri quadri) e che, lasciando ai Comuni la facoltà di rideterminare l’aliquota, crea il presupposto di aumenti di prelievo da parte degli enti locali con aliquota Imu inferiore al massimo previsto dalla legge”.
La Corte dei conti trova poi 4,4 miliardi tra le pieghe della Legge di stabilità, calcolando che sul pagamento degli interessi la manovra sottostima i possibili risparmi derivanti dall’andamento dei tassi per 1,4 miliardi nel 2014 e per 3 miliardi nel 2015. Per quanto riguarda la pubblica amministrazione, invece, rileva che le norme di taglio ”severe” sul pubblico impiego “non sono replicabili all’infinito”. Serve quindi “la capacità di ripensare l’organizzazione stesse dalle funzioni pubbliche, per evitare che la riduzione di dipendenti determini il degrado nella qualità dei servizi”.
Le critiche della Banca d’Italia: “Taglio non è elevato”
E contro la Legge di stabilità interviene anche la Banca d’Italia. “L’intervento sulla tassazione immobiliare è suscettibile di miglioramenti per alcuni aspetti”, avverte via Nazionale, parlando per le norme attuali di scelte “coerenti con i principi del federalismo fiscale”. E segnalando che la dimensione dell’intervento sul cuneo fiscale “non è elevata e riflette i limitati margini di manovra disponibili e la scelta di intervenire anche in altri ambiti”.
La Banca d’Italia rifà poi i calcoli sul beneficio in busta paga in seguito all’intervento sul cuneo, dopo che il premier Enrico Letta aveva promesso un aumento di massimo 14 euro al mese. “Nel caso di una retribuzione lorda pari a quella media di contabilità nazionale (circa 29mila euro) nel 2014 la riduzione del cuneo fiscale determina un risparmio di poco meno di 100 euro“, afferma il vice direttore generale dell’istituto, Luigi Federico Signorini, durante l’audizione in Senato. Secondo l’Istat, invece, lo sconto di imposta medio stimato è pari a 116 euro annui.
Via Nazionale ha colto l’occasione per ricordare che la ripresa è rallentata dalla stretta delle banche sui prestiti concessi. ”Le tensioni sull’offerta di credito potrebbero insidiare le prospettive di crescita”, afferma sottolineando che “si è accentuata nel corso dell’anno la flessione dei finanziamenti alle famiglie e, in misura maggiore, alle imprese”. Palazzo Koch ha infine fatto sapere che, per quanto riguarda la rivalutazione delle quote di Bankitalia, “il comitato di esperti ha consegnato un rapporto al ministro dell’Economia” ed “eventuali dettagli e specificazioni sul contenuto possono quindi essere chiesti al ministro”.
Saccomanni: “Possibili detrazioni sulla Tasi”
Non si è fatta attendere la reazione del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. “Poiché nessuno ipotizza di finanziare gli interventi per la riduzione del cuneo fiscale aumentando il disavanzo, chi è favorevole a misure più incisive dovrebbe indicare quali spese ridurre o su quali maggiori entrate fare affidamento”, afferma il ministro, spiegando che “è evidente che non ci sono soluzioni semplici per reperire ulteriori risorse per concedere sgravi fiscali più ampi”.
Saccomanni fa poi sapere che “il gettito della Tasi ad aliquota standard (1 per mille) pari a 3,7 miliardi è inferiore al gettito di 4,7 miliardi oggi garantito ad aliquota standard, dall’Imu sull’abitazione principale e dalla Tares sui servizi indivisibili”. E sempre sulla Tasi, la nuova tassa sui servizi comunali, dichiara che “non é escluso si debba tornare alle detrazioni“. E conferma i tagli in arrivo, parlando di ”ampi margini per la razionalizzazione della spesa e per la semplificazione della pubblica amministrazione”. Entro metà novembre, assicura il ministro, “il commissario per la spending review presenterà un piano di lavoro dettagliato che discuteremo nell’ambito del governo”.
Il titolare del dicastero economico è ottimista sulla situazione del Paese e afferma che “nel complesso del 2013 la contrazione del prodotto è stimata pari all’1,8 per cento, mentre per il 2014 si confermano le prospettive di ripresa dell’attività economica, tenuto conto anche del lieve impatto espansivo della Legge di stabilità”. Il governo rivede infatti al rialzo la stima del Pil per il 2014, prevedendo un rialzo dell’1,1 per cento (dal +1% stimato nel Documento di economia e finanza). ”Dopo otto trimestri di contrazione, gli indicatori congiunturali segnalano che l’attività economica si è finalmente stabilizzata”, conclude Saccomanni, “avviandosi verso una graduale ripresa”.
Redazione Il Fatto Quotidiano

martedì 29 ottobre 2013

La destra italiana prova a ripartire da Genova con “Alleanza Nazionale”




La destra italiana prova a ripartire da Genova con “Alleanza Nazionale”


Se la parabola di Gianfranco Fini non è così nota è solo perchè è scomparso da gran parte dei riflettori dei media nazionali, oltre che dalle scelte dell’elettorato. Una riflessione sui passaggi da Alleanza Nazionale a Pdl, per passare da FareFuturo la fa Giuseppe Murolo, esponende della destra genovese.
“Mai cosi’, dal dopoguerra ad oggi, la destra italiana e’ stata cosi’ ininfluente, sia a livello italiano che per rappresentanza parlamentare”. Non sua mezzi termini.
Il presidente di Tradizione e Liberta’ Giuseppe Murolo, che ha dato vita a Genova assieme al segretario provinciale de La Destra Paolo Boz, e il commissario provinciale di Fiamma Tricolore Luca Dore all’incontro ‘Rimettiamo in campo Alleanza Nazionale’, fa l’analisi della situazione e chiama a raccolta i partiti che si rifanno alla tradizione della destra italiana.

Nuovo campo nomadi a Cornigliano

Nuovo campo nomadi a Cornigliano, Lega Nord: “Genova accoglie i rom, non i turisti”

prà campo nomadi foto di roberto di tullo
Lo ha denunciato il capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale Edoardo Rixi in un’interpellanza urgente al sindaco Marco Doria per chiedere il ripristino della sicurezza e della legalità nell’area.
“Non va sottovalutato il fatto che anche questo campo sta creando seri problemi sul fronte sicurezza – ha detto Rixi – visto l’incremento di furti negli appartamenti delle zone attigue e all’interno di veicoli parcheggiati, nonché i problemi sul piano igienico-sanitario: l’area è ormai una latrina-discarica a cielo aperto”.
Redazione   Genova24

domenica 27 ottobre 2013

Diritto alla salute, tagli alla sanità

Diritto alla salute, tagli alla sanità e Cecilia la giocatrice di scacchi 

HuffPost.
Tra i diritti sempre più violati c'è anche il diritto alla salute. È un bene primario, è sancito dalla Costituzione, ma anche questo - come tanti altri - per colpa della finanziaria e dei tagli viene sempre meno. Il risultato è che oggi (proprio con un piano da 4 miliardi) sono a rischio strutture sanitarie, posti di lavoro, qualità dell'assistenza...un massacro che sta trasformando la tutela della salute in merce finendo a colpire malati, anziani...un po' tutti. Ne sa qualcosa Cecilia Alfier, studentessa di Padova e giocatrice di scacchi che ha lanciato la sua lettera-protesta su facebook (che ho subito condiviso) e dove parla di sé, della sua carrozzina, dei suoi dolori, di una bella coppia di fisioterapisti che l'aiutano, dei tagli alla spesa sanitaria.
Scrive Cecilia:

Alcuni cani abbaiano al mio passaggio, perché siccome vado in giro su una carrozzina elettrica che pesa una tonnellata pensano che io sia una macchina. Ma io non sono una macchina, sono una studentessa universitaria, una giocatrice di scacchi, ma essenzialmente sono una donna. Due volte alla settimana frequento un centro di fisioterapia, supero cani abbaianti persone abbaianti, gradini allucinanti e sfreccio dalla altra parte della città per arrivarci. Fino ai diciassette anni andavo in un centro per bambini, ma mi hanno congedato per raggiunti limiti di età, non è stato un distacco secco e netto, ma un lento sfumare. Fatto sta che, senza accorgermene, sono rimasta un anno senza la fisioterapia necessaria al mio corpo. Quando sono arrivata al nuovo centro mi svegliavo ogni giorno con la gamba dolorante, ma prima la Cati, poi Luca l'hanno calmata. All'inizio non mi piaceva l'idea di avere un fisioterapista maschio, in fondo mi avrebbe dovuto toccare in zone del corpo abbastanza private, dove nessuno ha il permesso di mettere mano, figuriamoci un uomo.
Però Luca ha una mano delicatissima e sopporta tutto, non solo me, ma anche gli altri pazienti più anziani. Dice sempre "Se non puoi combatterli alleati con loro". E funziona, anche i suoi "metodi fisioterapici alternativi" funzionano. Chiaramente, la mia paresi spastica non ha intaccato la mia intelligenza. Tranne che per un dettaglio: soffro di una particolare sindrome che mi fa sentire una paura spropositata di cadere, anche il bordo di un marciapiede al mio cervello sembra l'orlo di un precipizio. Per cui, quando Luca decide di mettermi su un fianco, non è esattamente la mia attività preferita. Il muro del box è lontanissimo, il pavimento vicinissimo, cadrò, mi spaccherò la testa e...Luca mi rassicura, dice "tranquilla ci sono qua io" e per una volta è serio.
Sì perché il più delle volte, lui e la sua collega Sara improvvisano dei balletti, delle scenette, lei si "lamenta" perché i pazienti ci provano con lei, incuranti della sua fede ben visibile sull'anulare. No, non è sposata con Luca, ma i due formano un duo comico ingiustamente sconosciuto. Sara una volta mi ha salvato da una vecchietta particolarmente rompiballe in sala d'attesa, aveva cominciato ad assillarmi (hai trovato un fidanzato? E quando lo trovi come fai a preparargli da mangiare? Sei nata così o hai avuto un incidente?). Sara è intervenuta (prima che io potessi rispondere "E lei ci è nata così rompi o ha avuto un incidente?") e mi ha fatto entrare in anticipo.
Ecco, ora è giunto il momento di ricambiare il favore, Luca sta cadendo veramente e io so che non potrò salvarlo. Crisi, tagli alla sanità, chiamateli come volete, loro perderanno il lavoro insieme ad altri sette e io perderò delle persone a cui tengo. E se proprio Sara e Luca non possono continuare a lavorare dove stanno lavorando, allora trovate un posto nel mondo dello spettacolo al loro irresistibile duo.
Chiudo e ringrazio pubblicamente Cecilia per il suo bellissimo testo. E partecipo alle battaglie contro la precarietà del lavoro e idealmente aderisco allo sciopero generale del 18 ottobre contro le politiche di austerità, per la scuola e l'istruzione pubbliche, per la sanità e i beni comuni e per la costruzione di un diverso modello sociale e ambientale.
E perché i tanti Sara e Luca - e con loro tutti i cittadini - non debbano pagare le folli politiche di questi tempi che hanno letteralmente disastrato sanità pubblica, carcere, giustizia, scuola, università... perché - come mi ha scritto Graziano in un commento a un mio post - logica conseguenza di una mancanza di risorse sostituite da inutili misure demagogiche in un ventennio totalmente privo di qualsiasi visione politica, economica, civile che non fosse il proprio tornaconto e i propri bassi istinti.
Colpa della casta? "No - avverte Graziano - non mi riferisco ai politici ma agli elettori di cui i primi sono solo l'espressione amplificata".
Francesco Lo Piccolo